Mediatore Linguistico e Culturale una Professione diversa dall’ Interprete e Traduttore


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Il mediatore linguistico è il protagonista del confronto tra le diversità linguistiche e culturali.  Una prima area d’intervento è nelle strutture della pubblica amministrazione (ministeri, enti pubblici, regioni ed enti locali) o nelle istituzioni scolastiche (classi multietniche), educative ed assistenziali per agevolare e mediare il confronto con le problematiche della multietnicità ed interculturalità proprie delle diverse aree del paese. Il mediatore deve gestire i processi di integrazione sociale interpretando con un corretto approccio storico e metodologico le istanze socio-culturali delle minoranze linguistiche nei rapporti con le istituzioni regionali, nazionali ed internazionali operanti nel settore della cooperazione culturale e sociale.

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Una seconda area d’intervento è il turismo. La piena conoscenza delle lingue e un’adeguata preparazione culturale sono presupposto indispensabile per la trasmissione di contenuti e la costruzione di percorsi turistico-culturali. Sono inoltre competenze funzionali alla gestione dell’impresa turistica, al management dei flussi turistici e a tutti quei ruoli che richiedano di saper interpretare e gestire in termini innovativi e propositivi le diverse situazioni legate al fenomeno turistico.

Accompagnatori e guide richiedono una formazione linguistica che si accompagni ad una preparazione economico/giuridica relativa a tutti i problemi del turismo (individuale, di gruppo, di massa; naturalistico, culturale, e antropologico) nonché ad una precisa componente culturale (letterari, storica, artistica).

Una terza area d’intervento è quella dell’impresa. Il mediatore linguistico trova occupazione come traduttore di linguaggi specialistici e redattore di pubblicistica tecnica per le imprese, e come operatore nei rapporti commerciali internazionali delle aziende.

Una quarta area di intervento è quella della comunicazione linguistico/informatiche per il web e nell’ambito più marcatamente tecnico-umanistico delle indagini di mercato (tecniche di sondaggi, marketing internazionale, pubblicità).

 

L’Europa con le innumerevoli migrazioni si è trasformato in un continente multiculturale, dove vivono fianco a fianco persone di lingua, religione e cultura diverse. La mediazione linguistica e culturale è divenuta indispensabile per facilitare l’integrazione, attraverso la conoscenza e lo scambio reciproco, per assicurare uguali opportunità nel rispetto della diversità. La figura professionale del mediatore linguistico-culturale diventa sempre più preminente in Italia seguendo la scia degli Stati Uniti e del Canada. L’importanza della mediazione è stata riconosciuta dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1989 e successivamente ratificata da 192 Stati, tra cui l’Italia. In una società multiculturale fondata su uguali diritti e doveri, il servizio di mediazione rappresenta uno strumento che facilita e rende possibile il dialogo e la relazione tra cittadini utenti e le pubbliche amministrazioni.
I mediatori linguistici culturali svolgono un attività di mediazione tra i cittadini di diverse culture, tra immigrati e la società di accoglienza, facilitano le relazioni fra i cittadini stranieri immigrati in Italia, comunitari ed extracomunitari, e gli operatori italiani che, a vario titolo, si rapportano quotidianamente con loro, sostengono ed accompagnando entrambe le parti nella rimozione delle barriere culturali e linguistiche, e promuovono sul territorio una cultura di accoglienza ed integrazione socio-economica, valorizzando le culture di appartenenza. I mediatori linguistici culturali parlano correntemente più lingue, una buona conoscenza della cultura italiana e della cultura della lingua straniera paese , operano nel territorio svolgendo funzioni di interfaccia tra comunità straniere ed Enti e istituzioni locali. Le funzioni svolte dai mediatori culturali non sono solo quelle di traduttore e interprete linguistico, ma anche da interprete della cultura di appartenenza dell’immigrato, dove per cultura si intende il complesso delle norme sociali e religiose, delle abitudini, e dei modelli di vita sia educativi che comportamentali. Gli ambiti d’intervento sono:

Sanitario: dove il ruolo del mediatore consiste nel facilitare la comunicazione durante le visite ed i colloqui con i pazienti stranieri, fornendo al personale sanitario informazioni sulla cultura di provenienza dell’utente ed il disbrigo delle pratiche amministrative.

Giuridico: dove il ruolo del mediatore consiste nel effettuare traduzioni giurate; produrre materiale informativo nella lingua madre dell’utente; accompagnare i cittadini stranieri nei vari uffici (Questura, Carcere, Tribunale); fornire consulenza al personale di servizio sulle specificità delle culture di appartenenza degli utenti; offrire orientamento per il disbrigo delle pratiche burocratiche.

Sociale: dove il ruolo del mediatore consiste nel accogliere gli utenti stranieri che si rivolgono al servizio sociale; facilitare la comunicazione tra operatori sociali ed utenti qualora sia difficile la comprensione linguistica e/o culturale (modello educativo, peculiarità religiose); chiarire ai cittadini stranieri i ruoli ed i poteri ricoperti delle figure professionali operanti nell’ambito sociale; offrire consulenza agli operatori sociali per facilitare la risoluzione dei casi in cui sono coinvolti utenti stranieri.

Lavorativo: dove il ruolo del mediatore consiste nel; offrire consulenza agli operatori a contatto con il pubblico; produrre materiale informativo; fornire consulenza ai cittadini stranieri per la redazione dei curricula e la compilazione della modulistica; istituire e gestire una banca dati/archivio per la ricerca lavoro; divulgare informazioni relative all’ottenimento dell’equipollenza dei titoli di studio; illustrare le procedure necessarie per ottenere la conversione delle patenti; agevolare il disbrigo delle pratiche burocratiche (ottenimento del permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare, ecc.); favorire i contatti con i datori di lavoro; agevolare l’ottenimento dei contratti di lavoro.

Scolastico: dove il ruolo del mediatore consiste nel: facilitare la comunicazione tra l’alunno straniero e l’insegnante e tra la famiglia straniera e l’insegnante; offrire assistenza temporanea agli insegnanti di alunni che non conoscono l’italiano; fornire consulenza agli insegnanti per facilitare la comprensione di comportamenti problematici messi in atto dai bambini stranieri; fare docenza nei corsi di aggiornamento per insegnanti sulle tematiche dell’intercultura; partecipare alle riunioni tra gli insegnanti ed i genitori stranieri. Inoltre il mediatore fornisce chiarimenti a insegnanti e famiglie straniere sui diversi modelli educativi; divulga le informazioni relative alle modalità di iscrizioni nelle scuole; produce materiale informativo in lingua straniera relativo alla scuola; si occupa della redazione della modulistica scolastica nella lingua del paese di origine del bambino; prepara materiale didattico nella lingua madre dell’alunno; partecipa ad attività di promozione e valorizzazione di altre culture; fornisce la sua consulenza nei progetti per una didattica multiculturale.

Per preparare al mondo del lavoro la SSML San Domenico ha creato diversi indirizzi professionali :

Indirizzi e professioni

 

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